File Info : I - Rotoli del Mar Morto: status quaestionis | EBOOK DOWNLOAD :I - ROTOLI DEL MAR MORTO: STATUS QUAESTIONIS |
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I - Rotoli del Mar Morto: status quaestionis Tutti coloro che sono generosi verso la sua volont (del Signore cio ) apportino tutto il loro sapere il loro lavoro e i loro beni nella comunit di Dio affinch nella fedelt agli statuti di Dio sia purificato il loro sapere il loro lavoro sia regolato nella perfezione delle sue vie i loro beni siano utilizzati secondo il disegno della sua giustizia n venga trasgredita anche una sola di tutte le parole di Dio nel tempo loro n deviando dagli statuti della sua verit con l andare a destra e a sinistra (1). Questi passi tratti dalla cosiddetta Regola della Comunit appartenenti al gruppo di testi ebraici rinvenuti nel 1947 nella prima delle grotte scoperte nei presi di Khirbhet Qumr n sulle rive nord-occidentali del Mar Morto mettono bene in evidenza l essenza del pensiero della comunit giudaica che in questa sede esamineremo. Il sapere il lavoro e i beni in comune: tre valori fondamentali. Grazie ad essi oggi gli studiosi sono in grado di studiare direttamente su fonti preziosissime. Il sapere. Proprio per il desiderio di conoscenza e per il bisogno del mantenimento e della trasmissione di essa i membri di questa comunit - che visse fra la fine del II sec. a.C. e la met del I d.C. - difesero la loro scienza il loro patrimonio dotto dall assalto dei romani del 66-70 d.C. nascondendo la loro biblioteca nelle grotte circostanti prima di essere uccisi o dispersi. Il lavoro. Gli scavi iniziati presso le rovine di Khirbhet Qumr n nel 1951 (e poi continuati con le campagne dal 1953 al 1956) dagli archeologi Roland de Vaux padre domenicano e G. Lancaster Harding hanno riportato alla luce in particolare una sala nella quale sparse per terra vennero trovate tavole di terracotta inusuali un calamaio di bronzo e uno in terracotta contenenti tracce d inchiostro secco che suggerirono l idea di uno scriptorium del tipo di quelli dei monasteri medievali.(2). Quindi i membri della comunit del tutto autosufficienti nel lavoro dei campi nell allevamento nella pesca esercitavano anche l arte amanuense. E grazie al lavoro di trascrizione che oggi abbiamo i Rotoli del Mar Morto. I beni. I qumr niti non conoscevano il valore della propriet privata. Non a caso una delle condizioni prime per l accesso alla comunit era lo spoglio dei beni terreni: Mettono i loro beni in comune e il ricco non gode della sua fortuna pi di colui che non possiede assolutamente nulla (Giuseppe Flavio Antichit giudaiche VIII 20). Tengono invece in gran conto il bene della saggezza che deve essere messa a disposizione di tutti e custodita gelosamente: Hanno una cura straordinaria degli scritti degli antichi scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell anima e del corpo... (3) scrive Giuseppe Flavio nella sua Guerra Giudaica e poi ancora: ...(l adepto) presta giuramento di non trasmettere ad alcuno dottrine della setta diverse da quelle che egli stesso ha ricevuto (...) di custodire ugualmente sia i libri della setta che i nomi degli angeli (Giuseppe Flavio Guerra Giudaica 142). Ed eccoci alla pi logica spiegazione sulla conservazione dei Rotoli. eppure mentre la cura nel conservare tutelare trasmettere i Rotoli fu di vitale importanza per la comunit qumr nica dal 1947 stessa cura non ebbero i primi scopritori. Il pastorello Mohammed ed-Dib lanciando sassi all interno di una grotta rimase impaurito dal rumore di cocci rotti che aveva provocato. Dopo una prima fuga per lo spavento vinto dalla curiosit torn con un cugino e spi all interno della grotta denominata poi 1 scoprendo una serie di giare alcune delle quali rotte altre invece integre e ancora sigillate dal loro coperchio. Aprendone una Mohammed si ritrov per le mani un involucro di lino misto a cera o pece. Ogni pacco conteneva un manoscritto composto su pi colonne il rotolo era costituito da fogli uniti fra loro mediante cuciture. I ragazzini portarono i Rotoli al loro villaggio di beduini e da questo momento ebbero inizio quei viaggi quelle compravendite quelle sparizioni quegli scambi che avrebbero segnato le tappe importanti della storia dei Rotoli del Mar Morto ancora fino ad oggi non conclusa. I Beduini vendettero i Manoscritti al mercante Hal l Iskandar Shah n detto Kando di Betlemme che dopo una superficiale occhiata pensando si trattasse di scritti siriaci nella lingua liturgica cio della sua chiesa li port al suo metropolita mar Athanasius Jeshue Samuel che li acquist intuendo immediatamente il loro valore. I Beduini tornarono allora alla grotta 1 e ben presto per tutto l anno 1947 frammenti Rotoli e giare vennero venduti a prezzi stracciati a mercanti d arte e studiosi cos come a gente di passaggio senza alcun controllo delle autorit preposte alle antichit . Alla fine del 1947 (4) E.L. Sukenik docente presso l universit ebraica di Gerusalemme venne a conoscenza dell es
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